Palazzo Alfonsi Beretta si colloca nella zona di Ponte Molino a Padova, in uno degli angoli più caratteristici del centro storico.
L’intervento di restauro ha interessato la facciata principale fronte strada, i prospetti della corte interna, il portico, l’atrio con le statue in pietra di Vicenza e terracotta e la quinta cinquecentesca che divide la corte da un adiacente giardino privato.
La quinta architettonica della corte, in condizioni di conservazione molto precarie, ha mostrato alle indagini varie superfetazioni e rimaneggiamenti degli intonaci. In accordo con la Soprintendenza competente, è stato operato un intervento di carattere conservativo, preceduto da una lunga e complessa fase di rimozione del degrado biologico e di ripristino dell’efficienza del sistema di scolo delle acque piovane del camminamento soprastante. Gli intonaci da conservare sono stati consolidati con iniezioni di PLMA e ripresi con nuove malte a base calce. L’aspetto cromatico è stato definito con tinteggiature e velature dopo attente campionature condivise con gli Enti di tutela.
La facciata, che presentava un intonaco di recente rifacimento a componente anche cementizia, è caratterizzata da aperture con cornici in pietra di Vicenza e Nanto, in particolare stato di degrado, dovuto anche alle caratteristiche intrinseche delle pietre stesse. Sugli elementi lapidei è stato eseguito un intervento di pulitura, ma soprattutto di consolidamento, riadesione di scaglie, stuccatura e protezione, finalizzato ad arrestare i processi di degrado in atto, garantendo anche la stabilità degli elementi architettonici stessi. Con questa finalità è stato realizzato un telaio metallico di sostegno per il balcone della trifora centrale sempre in pietra di Nanto che per il suo stato di decoesione, fratturazione e scagliatura non presentava più adeguate condizioni di sicurezza: si è definito un elemento tecnologico minimale e cromaticamente integrato con la pietra al contorno.
Gli intonaci inidonei sono stati rimossi e ripristinati con adeguati impasti a calce colorati in pasta.
Altro elemento caratterizzante del Palazzo sono le statue presenti nell’atrio di ingresso, parte in terracotta dipinta, parte in pietra. Dopo una accurata campagna di indagini conoscitive, sia per gli aspetti materici sia per i degradi presenti, sono state effettuate alcune operazioni di descialbo delle finiture superficiali sintetiche novecentesche, che hanno messo in luce l’elegante fattura dei dettagli scultorei. Il restauro delle statue e delle nicchie in cui sono inserite, che ha compreso la riadesione di parti e varie operazioni di pulitura e consolidamento, ha consentito di restituirne l’immagine unitaria, come principale elemento di caratterizzazione della bellezza del palazzo.
















