Villa Amoretti, già Rignon, ospita da tempo una delle biblioteche della rete civica della città di Torino. L’edificio, immerso in un parco cittadino che un tempo ospitava giardini fioriti ed animali esotici, risale al XVIII secolo ed è caratterizzato da due imponenti scalinate di ingresso, sul fronte principale e sul retro, mentre gli interni sono ricchi di colori e raffinate decorazioni. L’intervento di restauro ha riguardato in particolare gli interni, ma anche le scalinate esterne.
Il degrado rilevato sugli affreschi ad inizio delle attività era particolarmente diffuso, con danneggiamenti alla pellicola pittorica ed anche agli intonaci di fondo, causato sia da infiltrazioni dai serramenti, con colature ed efflorescenze, sia a danneggiamenti di carattere antropico dovuti all’utilizzo quotidiano dei locali.
Anche le boiserie mostravano uno stato conservativo mediocre: cornici e pannelli dipinti erano fessurati e mostravano distacchi e lacune di pellicola pittorica, con abrasioni diffuse.
L’intervento di restauro ha pertanto visto succedersi una procedura complessa e molteplici lavorazioni, a partire dalla pulitura dai depositi di polveri superficiali e del particellato atmosferico, estrazione dei sali solubili tramite impacchi con acqua deionizzata, rimozione delle alterazioni cromatiche con miscele a base alcolica e solventi, stuccature delle fessurazioni e lacune di intonaco con malta a base di calce e polvere di marmo affine. La reintegrazione cromatica delle abrasioni e delle stuccature è stata effettuata ad acquerello.
Anche le boiserie sono state dapprima pulite, per poi essere stuccate, mantenendo le giunture a secco tra i pannelli costruttivi per consentire il movimento del legno. È stato inoltre applicato uno strato di vernice protettiva finale.
Sono stati oggetto di restauro anche il portone ligneo, ed i due scaloni di ingresso, con gradinate in pietra di Luserna sul fronte o gneiss giallo-marrone sul retro, e balaustra in marmo locale di colore bianco caldo. L’intervento è stato principalmente volto alla rimozione di stuccature ed integrazioni cementizie incongrue risalenti a precedenti interventi, rimozione delle patine biologiche e manutenzione delle staffe in metallo di collegamento delle parti della balaustra, oltre che sigillatura dei giunti non efficienti dal punto di vista dell’impermeabilizzazione e riadesione di scaglie. Sono state realizzate nuove stuccature ed integrazioni delle lacune, con velature finali per la ricostruzione dell’unità estetica del manufatto.
A lavori ultimati, le sale sono tornate ad accogliere i lettori di tutte le età.

















